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Homo Spatium in San Agustin

CONCEPT > Dario La Stella, Valentina Solinas
PRODUZIONE > Senza Confini Di Pelle
COLLABORAZIONI > LASA (Laboratorio artistico de San Agustin, Habana, Cuba), Ricerca_X, Università degli studi di Torino, Piemonte dal Vivo, Festival Architettura in Città


Il progetto Homo Spatium è ospitato da LASA (Laboratorio artistico de San Agustin, Habana, Cuba) all'interno del progetto di residenza artistica Sesiones Publicas in cui agli artisti viene chiesto di elaborare il proprio lavoro in relazione al quartiere di San Agustin e di preparare una restituzione pubblica.

DIARIO DI UNA RICERCA (nel neocapitalismo comunista castrista)

20/08/2017 - Domenica

Ieri parto da Torino, dormito in aeroporto il giorno prima. Trasferimento ad Amsterdam. Volo per Avana. Attesa in aeroporto all'arrivo per il ritardo bagaglio da stiva. Penso già che dovrò ricomprare tutto. All'uscita c'è Bladimiro che mi aspetta con il mio nome su un foglio di carta. L'umidità è soffocante. Saliamo su una Palio molto usata e sporca. Andiamo a casa di Candelario e Aurelie che hanno due bambini piccoli. Abitano sopra LASA. Candelario mi parla del suo progetto "Wasa" per Sesiones Publicas. Poi mi portano alla residenza: Villa Carmen. Piccole casette con stanze fornite di bagno, in un piccolo parco. Nella mia l'aria condizionata non funziona, nel bagno non c'è acqua. Bladimiro ha cucinato due quiche, un'insalata ed una torta. Mangio con gli altri artisti nella sala da pranzo comune. Poi vado a dormire distrutto. Mi sveglio perché manca l'aria. Apro la finestra e accendo lo zampirone. Dormo male ma dormo.

21/08/2017 - Lunedì

La mattina mi sveglio e vado a fare colazione: due uova fritte, due panini e un caffé (sarà questa la colazione di tutte le mattine di questa settimana di residenza). Nella notte quasi insonne ho avuto un'idea. Mettere delle foto di ingrandimenti delle strade agli angoli degli incroci o comunque creare una mappa emotiva con indizi sparsi in giro. Andiamo con un camion a Lasa dove incontro Yamelis che sarà il mio informatore, la mia guida, il mio angelo. Ha vissuto 10 anni a Trento dove era sposata con un italiano. Incontro Danay e Alexis, due collaboratori di Lasa. Visita al quartiere con tutti. Pasto a Lasa, cambio soldi. Visita spazi dove fare la performance. Attendiamo i partecipanti al workshop, nessuno arriva, la pioggia blocca tutti nelle case. Pensiamo a possibili soluzioni per la performance. Cena a Lasa. Torno a Villa Carmen. Birra, sonno.

22/08/2017 - Martedì

Niente acqua nel bagno della camera. Oggi parlo con Aurelie per capire come fare. In mattinata molte interviste ai partecipanti al workshop. E' bello andare a casa delle persone. Stiamo elaborando il progetto man mano che si procede, a piccoli passi. Yamelis è molto disponibile e partecipativa. Nel pomeriggio sono venuti dei ragazzi a Lasa interessati al progetto, sono molto entusiasti. Per loro Lasa è uno dei pochi motivi per restare in questo quartiere. La sera cena a casa di Candelario che ha preparato tre diversi tipi di carne: al cacao, al tamarindo e semplice. Tra rhum, umidità e stanchezza torno a Villa Carmen distrutto.

23/08/2017 - Mercoledì

La mattina presentazione di un docente di psicologia dell'Università di Habana incerntrata sulla figura di Maslow. Poi brevi commenti e interventi degli artisti su loro lavoro e Maslow. Dopo pranzo con Yamelis andiamo a visionare gli spazi dove faremo la performance: dobbiamo trovare il modo di proiettare le immagini dall'alto. Da un palazzo sul tetto sembra possibile. Nell'altra piazza sarà più complesso, bisognerà utilizzare un trabatello. Nel pomeriggio prova del gioco con artisti colombiani, Mariangela e Alejandro: è una riproduzione in scala ridotta da tavolo di quello che faranno in grande in piazza. Poi workshop con i ragazzi. Difficile entrare in relazione, molta voglia di partecipare ma poca possibilità di lavorare in modo astratto sulla mappa. Dopo presentazione del nostro lavoro agli altri artisti. Cena a Lasa e dopo andiamo a provare il proiettore dal tetto. Sembra funzionare.

24/08/2017 - Giovedì

Mattina sopralluogo con Aurelie in piazza dove faremo la performance. Poi da solo faccio foto nei pressi e parlo con alcune persone. Sono curiosi di sapere cosa faccio, da dove vengo. Sembra che ogni cubano abbia un amico, un parente, un conoscente che è stato o è in Italia. Un signore mi spiega le difficoltà del Periodo Especial e mi espone tutte le criticità del sistema castrista. Poi alla fine quasi in silenzio mi dice che un tempo non avrebbe potuto parlare così liberamente. Alcuni ragazzi giocano con dei grossi granchi. Cambio i soldi. Torno a Lasa e parlo con Alexander mentre sta disegnando scorci di quartiere bellissimi. Mi chiede se può fare qualcosa per la performance, gli rispondo che mi piacerebbe inserire i suoi disegni nelle proiezioni. Incontro un'altra ragazza interessata a partecipare alla performance. Vado a fare nuovo sopralluogo nella seconda piazza destinata alla presentazione pubblica. Appena uscito icontro un signore anziano che mi dice di aver lavorato in Fiat a Torino negli anni 60. E' contento ed incredulo che io sia di Torino. Mi dice che ha un amico che abita in via Pietro Micca. Poi ci salutiamo, mi lascia il suo indirizzo di casa. Prima di raggiungere la piazza incontro una signora che mi ferma e incomincia a raccontarmi la sua vita e lo stato di indigenza in cui la maggior parte dei cubani sono costretti a vivere. Ha con sé la figlia di 4 anni, non ha i soldi per il dentista, la figlia mi mostra la bocca con i denti neri. Mi dice che non ha i soldi neanche per compragli le ciabatte. Poi insiste e mi porta a casa sua per farmi vedere le condizioni in cui vivono e magari faccio un documentario e con i soldi la aiuto a sostenere le spese mi dice. Mi fa conoscere la famiglia e la sua vicina di casa. Arrivato finalmente in piazza una ragazza mi ferma e mi fa domande. Vengo a sapere che quella è la zona più "calda" del quartiere. Dove giocano d'azzardo per strada. Compro due banane che vogliono regalarmi, torno a Lasa, compro un avocado. Arrivano i ragazzi e lavoriamo sulla mappa e sulle domande per l'intervista. Poi verso sera proviamo le azioni del view points. Torno a Villa Carmen e bevo 4 birre con Mariangela, Alejandro e Marcelo. Ridiamo e ascolto il punto di vista sulla lingua e sulle abitudini cubane da parte di due colombiani e un messicano: la grande differenza tra i loro paesi e Cuba è la sicurezza pubblica. Cuba sembra essere da questo punto di vista un'isola felice nel contesto dell'America latina, un caso unico e isolato con tutte le sue contraddizioni. Mentre lo spagnolo lo parlano troncando la lettera finale. E' tutto contratto e veloce, si mangiano molte lettere in una frase, una voracità indigente?

25/08/2017 - Venerdì

Mattina a Lasa, riunione tecnica. Lavoro sul video per la performance. Siamo in allerta per l'uragano Irma. Facciamo riunione per decidere se rimandare le due giornate di presentazione alla settimana prossima o fare tutto in un solo giorno domani se l'uragano lo permette. Acluni artisti devono partire e in caso si rimandasse alla settimana prossima non saranno presenti e poi non è detto che anche la settimana prossima l'urgano non resti nei pressi. Alla fine rimandiamo tutto a domani. Per me è meglio così: ho molto lavoro da fare sui video e non avrei finito in tempo per questa sera e la settimana prossima ho programmato visita nel centro di Habana e qualche giorno in giro per Cuba. Finisco di montare alcune immagini, ripasso con i ragazzi le azioni e prepariamo l'intervista. La performance prevede una proiezione video dall'alto che bagna circa uno spazio di 6 x 3 metri sulla strada che verrà chiusa al traffico. Tra un video e l'altro si inserisce la narrazione della vita di uno dei partecipanti al workshop attraverso un dispositivo di intervista. A spezzare questo ritmo c'è l'azione coreografata dei ragazzi che agiscono secondo uno schema di improvvisazione denominato view points. Tutto il materiale (video, foto, testo, azioni) è nato dalle interviste agli abitanti che hanno avuto come focus il senso di appartenenza ed identità rispetto al quartiere di San Agustin. Torno a Villa Carmen.

26/08/2017 - Sabato

Mattina: preparo il video totale assemblando i diversi video, gli spazi di buio per la narrazione live, il view points e il finale. Durata totale 24'. Pomeriggio: provo con i ragazzi nella strada in cui faremo la performance. La sera, quando torniamo, mi rendo conto che lo spazio scelto è troppo illuminato e dobbiamo cambiare all'ultimo minuto la location spostandoci di qualche metro in una strada che si incrocia più avanti e dove Candelario presenterà il suo progetto Wasa con una proiezione video su uno schermo. La disponibilità di Aurelie, Candelario e tutto lo staff di Lasa, che nel complesso comprende più di 30 persone, è straordinaria e fuori dal comune. Sono pronti a tutto, vogliono fare e farlo bene. Poche parole, molti fatti. Si presentano alcuni problemi tecnici per lo spostamento e per il poco tempo a disposizione, ma la loro calma e la loro serietà permettono che tutto si svolga con poca apprensione: work in progress e pensiero positivo. I ragazzi sono pronti e sembrano tranquilli. Cerchiamo lo spazio adeguato per sistemare la scena dell'intervista. Decisioni rapide, scelte funzionali, compromessi estetici. Sarà una composizione che si creerà nel procedere del suo fluire, saremo un tutto che si muove: suoni, luci, parole, immagini, corpi. Non abbiamo avuto la possibilità di provare prima l'insieme, ma solo l'idea di utilizzare una traccia definita: il video che scandisce il tempo. Non avremo nemmeno la possibilità di utilizzare una regia: il video scorrereà ininterrotto e inesorabile. I problemi tecnici si dilungano, c'è un problema con un cavo che non funziona, sale un po' la tensione per l'attesa ma nessuno è davvero preoccupato. Cominciamo con 1 ora di ritardo. Nella fretta non mi sono accorto che la proiezione è capovolta rispetto a dove il pubblico si è sistemato. Si inizia e tutto comincia a scorrere, troppo in fretta, mi rendo subito conto che i singoli video sono troppo brevi, una forte emozione mi pervade comunque nel vedere l'effetto estetico. Durante la prima intervista l'audio si sente male, i microfoni non funzionano. Li cambiamo nella pausa tra un video e l'altro. Entrano i ragazzi a rompere la succesione video-narrazione e qualcosa cambia nell'aria. Adesso il tempo rallenta anche se la musica incalza e le azioni crescono di intensità. Sono stati bravi, in tre giorni hanno compreso la dimensione ludica all'interno di uno schema rigido. Appena escono di scena e parte il video successivo un applauso caloroso del pubblico sottolinea la forte empatia generata. Siamo quasi al termine e dopo l'ultima intervista i ragazzi invitano il pubblico ad entrare nello spazio scenico per concludere con una danza collettiva l'eperienza vissuta. Alla fine tutto è andato, anche il sapersi arrangiare, non perdere la speranza, restare uniti, crederci, fa parte della cultura cubana. Alcuni complimenti arrivano dai colleghi, saliamo sul camion che ci riporta a Villa Carmen dove festeggiamo la fine dei lavori bevendo birra.

FOTO DELLA PERFORMANCE